in scena
Festival Incontri
Convitto A. Nifo,
Sessa Aurunca (CE).
L’attore e i suoi mezzi tragici sono il solo teatro. La scena sgombra lascia spazio alle gesta del corpo, sagoma che si presta a qualunque storpiatura del creato, e ai tonfi della voce, che cerca se stessa brancolando nel testo.
Qui si giustifica Riccardo III, il povero.
Centrale è la malevolenza verso ogni movenza dell’esistere, la ribellione di fronte a ogni destino. Povero Riccardo, piegato a così crudeli mostruosità! Privo persino di una legittima successione al trono.
Esemplare avventuriero contro la rovina planetaria. Esplorerà l’odio, la rivalsa nei confronti del femminile, da conquistare e annientare in quanto forza generatrice e immagine di fragilità.
Demoniche donne lo accosteranno ballando (lui, così storpio!), angeli diabolici gli appariranno in sogno, lascivamente cederanno alla sua impudicizia.
Riccardo: l’infanticida, l’accattivante, il rètore - il dire superbo tra le voci funeste dello spirito.
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Agogno la gogna (2007) inEdition Editrice
Università degli Studi di Napoli L’Orientale
Convegno a cura della Prof.ssa Amalia Cecere - Letteratura Italiana Contemporanea
La Lingua senza posa: Alfonso Benadduce e la sua scrittura.