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Agogno la gogna inEdition

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Qualcuno si muove portato dal corteo dei propri desideri, e nella sua lunga rincorsa abbraccia avidamente l’essere in balìa del proprio destino. Ma il suo lancio rimane per sempre sospeso tra l’errore e il compimento, nel territorio abissale aperto dalla sua presenza. Lui è l’artista.

 

 

 

Libercolo dell’onta. Finalista Premio Viareggio 2006. Edizioni Lieto Colle

Alfonso Benadduce Libercolo dell’onta edizioni LietoColle

Nota finale di Silvia Bre

Di nessuno è questo libercolo se non di quelli che senza saperlo se lo portano da sempre, come per una nascita sgraziata. lo l’ho visto di persona vagare come un dannato da una sponda a un’altra, respinto da chi, non potendosene appropriare, se ne è tenuto alla larga come si fa con una nave di appestati. È stata una visione esemplare. Noi si rideva. Ora, per errore, risulta pubblicato. Un guanto ben bene rovesciato si è gettato da solo contro la vita per azzerarla. Con mezzi di mirabile fortuna l’onta è stata dichiarata. A partire da essa, dall’urlo di chi non si voleva vivo e subisce, tutto potrà essere detto. La scena è stata ripulita, e il delirio di esistere può spaziare nel vuoto che si merita: una tabula rasa da cui la fenice del senso, come dopo un teatrale capitombolo, non sembra volersi sollevare.


Silvia Bre – Sempre perdendosi. Edizioni Nottetempo

Ad Alfonso Benadduce
per la continua trasparenza in cui scompare
via nella scena

Scritto per Alfonso Benadduce, Sempre perdendosi è un poema tragico che Silvia Bre, voce autentica e forte della poesia italiana, ha composto avvicinandosi per la prima volta al teatro. Alfonso Benadduce, attore e impresario di se stesso, lo ha portato in scena.

Il dolore, come una lenta agonia che aspira alla fine, foss’anche la morte, senza trovarla, è il protagonista del poema. I suoni e le parole di Silvia Bre raggiungono subito chi ascolta, toccano la sua memoria più nascosta, l’oscurità che si rovescia in una lancinante evidenza.