Agogno la gogna

alfonso benadduce agogno la gogna2006 Agogno la gogna testo, scena, costumi e regia Alfonso Benadduce. L’artista Alfonso Benadduce, Luminosa, la sua compagna Francesca Cutolo, Becchina Simona Generali, L’anonima Katiuscia Magliarisi, Corteo Franco Heera Carola, Chiara Condrò, Lorenzo Giansante, Raffaele Piccinni, Lorenzo Sprecacenere, Francesco Polizi. Mostra fotografica Barbara Chiarini.

Anteprima: mostra internazionale d’arte contemporanea Fresco Bosco diretta da Achille Bonito Oliva, Certosa di Padula – giugno 2006. Prima nazionale: ex Carcere minorile di San Michele, Roma – ottobre 2006.

Fare la festa al mondo ad opera d’arte. Scendere in campo a duellare.
Vagare nudi, con i cartelli appesi al collo. Guadagnarsi la gogna palesando lo scempio. Giocarsi in un’unica mossa la tragedia universale. La gogna del singolo che per beffa diventa la gogna di tutti. E poi incassare il colpo basso dell’arte: franare affinché vi siano macerie da innalzare. Quindi andare in corteo lungo un viale di cipressi trascinando il teatro alla berlina e ricevere sulla faccia gli sputi persino dei fiori. Feroce appare il patibolo, scuro, erto su un piedistallo. Spietato. Si prepara il teatro del dolore, il dolore del teatro. Si apre il sipario del supplizio. La gogna è la salvezza dalla paralisi dell’arte, dalla fede purulenta nell’opera. Irrompe L’artista, eroico protagonista a caccia di sorpresa. Sopra una catasta di morti, siede sconfitto a svuotare la gola. Aspetta di essere pugnalato ballando una marcia funebre. Chiama la morte, diventa la caduta e lo scandalo. Intorno i figuri se lo giocano, di ferita in ferita, ma la condizione di vivente non fa che stenderlo a terra, sotto lo slancio lirico dei cipressi, destinandolo senza scampo alla tragedia totale.

Film


Certosa di Padula

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Carcere di San Michele – Roma