il povero Riccardo III
2001 il povero Riccardo III con Alfonso Benadduce testo, costumi e regia Alfonso Benadduce. Assistente alla regia Chiara Condrò. Cura scenica Katiuscia Magliarisi.
Prima nazionale: Festival Colline, Castiglione Olona – luglio 2001
Seconda edizione, prima nazionale: Museo archeologico campano, Capua. Sala Matres matutae – ottobre 2005
Dopo le edizioni del 2001 e del 2005 viene presentato in una nuova veste, il povero Riccardo III. Versione spogliata definitivamente da ogni orpello e che abbandona sulla scena, tutta sola, la scellerata figura del suo protagonista. Un essere luttuoso che si spinge nel desiderio fino a precipitare nella voragine del sentimento per tentare di non esistere.
L’attore e i suoi mezzi tragici sono il solo teatro. La scena sgombra lascia spazio alle gesta del corpo, sagoma che si presta a qualunque storpiatura del creato, e ai tonfi della voce, che cerca se stessa brancolando nel testo.
Qui si giustifica Riccardo III, il povero.
Centrale è la malevolenza verso ogni movenza dell’esistere, la ribellione di fronte a ogni destino. Povero Riccardo, piegato a così crudeli mostruosità! Privo persino di una legittima successione al trono. Esemplare avventuriero contro la rovina planetaria.
Esplorerà l’odio, la rivalsa nei confronti del femminile, da conquistare e annientare in quanto forza generatrice e immagine di fragilità. Demoniche donne lo accosteranno ballando (lui, così storpio!), angeli diabolici gli appariranno in sogno, lascivamente cederanno alla sua impudicizia.
Riccardo: l’infanticida, l’accattivante, il rètore – il dire superbo tra le voci funeste dello spirito.
prima edizione 2001
seconda edizione 2005


















