Tragedia al di là di Prometeo

2000 Tragedia al di là di Prometeo da Eschilo con Alfonso Benadduce testo, costumi, scena e regia Alfonso Benadduce.

Prima nazionale Teatro Nuovo, Napoli – marzo 2000

Il sipario è semiaperto. Lo spazio ridotto al minimo e incorniciato da quinte nere tende a scomparire. Al centro, tra i velari, si avverte sussultare l’attore: il mostro. Truccato e imparruccato siede su un piedistallo, si pettina, mangia olive nere, piange e si dispera. Intorno il buio, strani miagolii. Tra urla, tuoni e battito di ali si odono lamenti. Infine un fragoroso tonfo. Prometeo nella sua disperante solitudine lotta furiosamente fino a cadere vittima dei fulmini di Zeus. Si frappongono Oceano, Io, Ermes, mentre l’aquila gli becca il fegato.

In gioco tuttavia non sono le ragioni della vicenda del titano, ma la tragicità in sé dell’opera di Eschilo e della potenza espressiva che la tesse. È questa tragicità infatti che consente di riflettere e tradurre il pathos dell’attore incatenato alla necessità di porsi in scena, e catturato dall’esigenza di superare tale limite. Il linguaggio si fa chiave determinante. Al di là del senno, la parola, i gesti e le intenzioni, diventando preziosi strumenti per il raggiungimento di luoghi altri o nessuno. On one side of the debate stand civil-liberties and women’s groups who argue that separation on the basis of check out the post right over here sex is, like separation on the basis of race, inevitably unequal and therefore violates the federal constitution